Cocciniglia

DESCRIZIONE
Descrivere questo insidioso parassita è un’impresa veramente ardua, infatti, la Cocciniglia presenta notevoli differenze a seconda dello stadio di sviluppo, del sesso e della specie (ne esistono migliaia, con caratteristiche molto diverse l’una dall’altra).

I maschi hanno in genere il corpo snello, un paio di ali, zampe sviluppate ed apparato boccale non funzionante o atrofizzato, perciò non rappresentano un pericolo per le piante. Le femmine, invece, sono molto più grandi, hanno il corpo appiattito, sono prive di ali, con zampe cortissime o assenti ed apparato boccale molto sviluppato, provvisto di “denti” molto lunghi, in grado di penetrare tessuti vegetali anche durissimi.

Come gia detto, questo temibile insetto può apparire sui nostri bonsai sotto diverse forme: la più visibile è la Cocciniglia cotonosa, che deve il suo nome ai “batuffoli di cotone” che produce durante la deposizione delle uova. Un’altra specie abbastanza visibile è la Cocciniglia a mezzo grano di pepe, così chiamata perché il suo corpo è ricoperto da una lacca nera che la fa sembrare, appunto, un mezzo chicco di pepe attaccato al ramo o al tronco. Esistono, inoltre, tante altre cocciniglie (a virgola, a barchetta, rossa, bianca, ecc.) molto piccole ed a volte semitrasparenti, che ricoprono completamente le parti vegetali attaccate e delle quali ci si accorge solo dopo un’accurata osservazione.

PIANTE ATTACCATE
I bonsai più soggetti all’attacco delle Cocciglie sono: Ficus, Ginepro, Glicine, Ilex, Melo, Olivo e Pino ma, nel caso d’infestazione di una di queste essenze, anche le altre piante possono venire attaccate.

DANNI
I danni provocati dalle Cocciniglie sono ingenti: una volta arrivate sulla pianta (possono attaccare il tronco, le foglie, i frutti e persino le radici) le cocciniglie affondano i loro stiletti acuminati sul tessuto vegetale ed iniziano a succhiare la linfa; contemporaneamente, immettono la loro saliva tossica e secernono degli escrementi zuccherini sui quali si sviluppa facilmente il fungo della “Fumaggine”.
Saccheggiata della preziosa linfa, avvelenata dalla saliva tossica ed attaccata dalla Fumaggine, qualunque pianta, se non curata in tempo, va incontro ad una morte certa.


DIFESA

Per prima cosa, bisogna eliminare i fattori che possono favorire lo sviluppo del parassita, collocando i bonsai in un luogo ventilato, ben illuminato e non troppo umido. Se l’infestazione è gia in atto, prima di effettuare la lotta chimica, è conveniente eliminare manualmente gli insetti visibili, spazzolando i tronchi ed asportando i “batuffoli” con 

una pinzetta. A questo punto, un buon insetticida-anticocciniglia rappresenta “l’arma finale” per debellare il pericoloso intruso. 

I trattamenti, almeno 4, vanno effettuati settimanalmente, diluendo il prodotto in acqua e spruzzandolo su tutta la pianta, dalle foglie al terreno.
In ogni caso, se un bonsai ha subito l’attacco del parassita, la primavera successiva sarà opportuno effettuare, ogni 20 giorni, dei trattamenti preventivi su tutte le piante circostanti
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