Marciume Radicale


Radici sane                Radici marce

Il marciume radicale è una pericolosa malattia, provocata da alcune specie di funghi patogeni che si sviluppano nel terreno. Subdolo e invisibile, il marciume attacca le radici avvolgendole in un abbraccio soffocante che, se non viene fermato in tempo, porta il bonsai alla morte.

 

LE CAUSE

Le ragioni che possono scatenare la proliferazione di questi funghi sono molteplici: la causa principale è il ristagno d’acqua, dovuto al cattivo drenaggio del terreno. Anche le alte temperature estive possono provocare questa patologia: quando un bonsai rimane esposto al sole per tutta la giornata, la temperatura all’interno del vaso sale vertiginosamente, raggiungendo anche i 50°-60°. A questi valori, le radici smettono di eseguire la loro funzione di assorbimento e l’ambiente caldo-umido che ne deriva favorisce lo sviluppo di funghi patogeni.

Infine, nelle piante raccolte in natura e messe in vaso, spesso il pane radicale originario è formato da terra argillosa, la quale rimane sempre umida rispetto al terriccio che viene messo attorno; perciò, le continue annaffiature necessarie per bagnare il substrato drenante, provocano il ristagno dell’acqua nella zona formata dal terreno originario, creando l’habitat ideale per i funghi responsabili del marciume.

 

I SINTOMI

Rispetto ad altre patologie, il marciume delle radici non presenta sintomi eclatanti: in genere si nota un arresto della vegetazione, con il bonsai che assume un aspetto "triste e depresso"; il terreno si presenta perennemente umido, a volte ricoperto di muschio.

In ogni caso, per effettuare una diagnosi precisa, occorre estrarre il bonsai dal vaso e verificare lo stato dell’apparato radicale. Se, tirandole, le radici si spezzano facilmente, presentandosi scure anche all’interno (la parte interna delle radici deve essere bianca) allora vuol dire che si è in presenza di un marciume.

 

LA PREVENZIONE

Per evitare di imbattersi in un così temibile nemico, ingaggiando una lotta dagli esiti incerti, è necessario seguire delle semplici regole, consistenti nel: utilizzare solo terriccio di qualità, con un buon drenaggio, come il Terriccio Pronto. Oppure, si può preparare da soli una miscela personalizzata, con materiali granulosi (Akadama per tutti i bonsai, Kiryu per le conifere, Kanuma per le acidofile, ecc.) mescolati con Torba, Humus e altri substrati che contengano sostanza organica.

Annaffiare le piante solo quando il terriccio è asciutto, almeno nella parte superficiale.

D’estate, ombreggiare i vasi dei bonsai che rimangono esposti al sole.

Effettuare dei trattamenti preventivi con un prodotto contenente "funghi buoni", Micol o TRV, i quali, prendendo possesso del territorio, creano un ambiente salutare per le radice e impediscono lo sviluppo dei "funghi cattivi". Nella preparazione dei terricci, si può aggiungere il TRV in modo da colonizzare fin da subito il substrato con la microflora utile, evitando l’arrivo dei funghi patogeni.

 

LA CURA

Come già scritto, la lotta al marciume radicale non è sempre vincente; non tanto per la virulenza del parassita, quanto per il fatto che, per eliminare il fungo, si rischia di uccidere il bonsai.
Infatti, quando viene diagnosticato con sicurezza il marciume, occorre immediatamente mettere il pane radicale sotto un getto d’acqua ed eliminare tutto il terriccio; asportare le radici marce e trapiantare in un nuovo vaso (se si vuole utilizzare quello esistente, andrà prima disinfettato con un battericida di quelli per il bucato, tipo Napisan) utilizzando come substrato l’Akadama assoluta; infine, nebulizzare su tutte le parti del bonsai (radici e parte aerea) un funghicida sistemico, come il Sanaplant.

Questa operazione, se viene effettuata in inverno sulle caducifoglie, in genere è risolutiva. Se invece il bonsai è un sempreverde, oppure ci si trova nella stagione vegetativa, il rischio di perdita del bonsai è altissimo. Perciò, ricordiamoci sempre del vecchio adagio "prevenire è meglio che curare".