BONSAI FICO

DESCRIZIONE
Forte, massiccio e generoso, il Fico è un bonsai che non passa certo inosservato. Anche se in natura è un alberello che raggiunge raramente gli 8 metri di altezza, coltivato in vaso cresce vigorosamente formando un tronco ragguardevole, esprimendo una vitalità e una maestosità non comuni nell’ambito dei bonsai.
L’appellativo "carica" è dovuto alla Caria, regione dell’Asia minore della quale è originario.
Oggi, grazie alla sua grande versatilità, questo albero si è diffuso in tutto il bacino del mediterraneo, diventando spontaneo anche nelle regioni più fredde.
Quelli che comunemente vengono considerati i frutti, in realtà sono delle infiorescenze carnose, le quali, dopo essere state fecondate, diventano infruttescenze. In ogni caso, qualunque sia il loro nome, sono sempre buonissimi da mangiare.

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ESPOSIZIONE
In primavera, il Fico tende a produrre foglie particolarmente grandi, perciò, in questa stagione di sviluppo fogliare il bonsai deve essere collocato tassativamente in pieno sole; questa esposizione, oltre a far sviluppare in salute il bonsai, permetterà la crescita di foglie più piccole, perciò più proporzionate.
In estate, questa pianta ama rimanere al sole, però, si dovrà avere l’accortezza di riparare il vaso dai raggi solari, per evitare il surriscaldamento delle radici. Altrimenti, si può collocare il bonsai in una posizione nella quale rimanga esposto al sole di mattina e ombreggiato nel corso del pomeriggio.
In autunno, ci si può regolare come in primavera, mantenendo il bonsai in pieno sole. Una esposizione ben illuminata, permette al bonsai di vegetare ancora e di arrivare all’inverno in condizioni ottimali.
In inverno, nelle regioni del centro-sud, si può tenere tranquillamente all’aperto; nelle regioni del nord, invece, sarà conveniente ripararlo in serra fredda (non riscaldata, poiché il calore farebbe "risvegliare" il bonsai, rendendolo vulnerabile al freddo notturno).

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ANNAFFIATURA
Il Fico riesce a vegetare bene anche con poca acqua, ma questo non significa che bisogna razionarla: come per gli altri bonsai, va tenuto d’occhio il terreno e, solo quando si presenta completamente asciutto, va irrigato bene, bagnandolo 2 volte a distanza di qualche minuto, in modo da essere certi che l’acqua venga assorbita da tutto il substrato. Una irrigazione oculata, oltre a mantenere il bonsai in salute, eviterà anche l’eccessivo allargamento delle foglie.
Inoltre, d’inverno conviene diradare ancor di più le irrigazioni, in modo da evitare ristagni di umidità, anche atmosferica, perché questa essenza resiste molto bene al freddo secco, ma non al freddo umido. In ogni caso, quando il bonsai è senza foglie, qualche settimana senz’acqua non ne pregiudica la salute.

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POTATURA
La potatura di formazione si effettua a fine inverno, capitozzando il tronco con un seghetto, in modo da stimolare la fuoriuscita dei nuovi rami che andranno a formare la chioma; una volta effettuato il taglio del tronco è necessario medicare la ferita con la pasta cicatrizzante, sia per evitare una cicatrizzazione troppo abbondante sia per proteggere il legno da infezioni e marciumi.
Anche la potatura di mantenimento si effettua a fine inverno, seguendo le regole generali, consistenti nell’asportare, con il tronchese concavo, i rami che si sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano, che vanno verso il tronco, che crescono sotto altri rami, che sono paralleli, ecc.
Anche in questo caso, tutti i tagli vanno medicati con la pasta cicatrizzante.

PINZATURA
A fine maggio, quando la pianta ha prodotto una considerevole quantità di nuovi getti e nuove foglie, si procede alla pinzatura. Questa operazione si effettua con la forbice lunga ed è utile per mantenere la chioma fitta ed uniforme; consiste nell’accorciare i nuovi rametti al livello del primo o secondo internodo, quando i rametti stessi avranno prodotto almeno 5 internodi. Per mantenere il bonsai più armonioso, insieme alla pinzatura è conveniente eliminare anche le foglie più grandi, in modo da stimolare lo sviluppo di nuove foglioline, più piccole di quelle cresciute durante la prima vegetazione.

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RINVASO
Il Fico è una essenza molto vigorosa, perciò, soprattutto gli esemplari giovani, possono aver bisogno di essere rinvasati ogni anno. In ogni caso, prima di procedere al trapianto, bisogna togliere il bonsai dal vaso e controllare se ce n’è veramente bisogno.
Il periodo migliore per il rinvaso coincide con la fine dell’inverno, anche se nelle regioni a clima mite, si può rinvasare già da dicembre. L’operazione si effettua riducendo con il rastrellino l’apparato radicale di 1/3, lasciando integro il pane di terra per i restanti 2/3 (le piante giovani possono essere rinvasate anche a radice nuda).
Il terriccio deve essere sciolto e deve avere un buon drenaggio, perciò, si può utilizzare la terra Akadama, assoluta o mescolata con altri terricci. Ricordarsi di rinvasare solo esemplari in perfetta salute; inoltre, nei giorni successivi all’operazione, è buona norma tenerli al riparo dal sole e dal vento, somministrando settimanalmente della vitamina B.

 

CONCIMAZIONE
Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (da marzo a ottobre). Si possono usare fertilizzanti a lenta cessione ogni 50-60 giorni, oppure liquidi ogni 10-15 giorni. Nel periodo invernale, le concimazioni vanno sospese.

 

APPLICAZIONE FILO
Questo bonsai ha una corteccia particolarmente delicata, quindi, non è consigliabile avvolgere i rami con il filo di alluminio ramato. Per orientare i rami, è preferibile utilizzare la potatura, oppure i martinetti.

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DIFESA DAI PARASSITI
Il Fico, normalmente, non viene colpito da malattie fungine dell’apparato fogliare, mentre può essere attaccato dagli afidi e cocciniglie o marciume radicale. I parassiti animali possono essere tenuti alla larga facilmente con trattamenti preventivi, a cadenza quindicinale, con un buon insetticida/anticocciniglia. Per il marciume radicale, oltre ad annaffiare solo quando il terreno è veramente asciutto, si possono somministrare dei prodotti contenenti microflora utile.