BONSAI QUERCIA DA SUGHERO


La Sughera è una
Quercia sempreverde, che in natura raggiunge i 15 metri di altezza; vive spontanea in Sardegna e nelle regioni del centro sud, fino alla Toscana e parte della Liguria. Il tronco è robusto e ricoperto da una spessa corteccia, dalla quale si ricava il sughero. I rami sono affusolati e contorti, mentre le foglie, piccole e dentellate, sono di color verde scuro nella parte superiore e bianche in quella inferiore. Fiorisce nel mese di maggio, producendo delle infiorescenze giallastre, alle quali seguono le piccole ghiande, lunghe 2-3 cm. Grazie alle caratteristiche elencate, la Sughera ha preso in breve tempo un posto di rilievo nel mondo del bonsai, con esemplari di facile coltivazione e di forte impatto estetico.

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ESPOSIZIONE
In primavera, come per tutti i bonsai, è conveniente tenere la Sughera in pieno sole: un’adeguata illuminazione permette al bonsai di vegetare con vigore, producendo rami robusti e soprattutto foglie piccole e dal colore intenso.
In estate, anche se questa pianta ama il sole e il caldo, va ricordato che ciò non vale per le radici che, in natura, affondano nel fresco del terreno profondo; perciò se non si dispone di un ambiente ombreggiato bisogna almeno coprire i vasi in modo da proteggere l’apparato radicale.
In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai al sole così da permettergli di vivere in salute, producendo  nuova vegetazione ed accumulando energia, necessaria per la stagione fredda.
In inverno, nelle regioni del centro-sud le Sughere possono essere tenute tranquillamente all’esterno, magari proteggendo il vaso dalle gelate, poiché come già detto, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura. Di contro, nelle regioni del nord è opportuno ripararle in serra fredda.

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ANNAFFIATURA
L’annaffiatura si effettua come per gli altri bonsai: il terriccio va irrigato abbondantemente quando si presenta asciutto, ripetendo l’operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto per fare in modo che il substrato assorba completamente l’acqua versata. Nella stagione calda, si può integrare l’irrigazione con le quotidiane nebulizzazioni sulla chioma,   utili a creare un microclima più fresco attorno al bonsai. In alternativa alla nebulizzazione si può collocare un sottovaso con ghiaia umida sotto al vaso, ottenendo lo stesso risultato con meno fatica.

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POTATURA
La Sughera, a causa del metabolismo più lento rispetto alle altre Querce, non reagisce prontamente alla potatura, producendo germogli dalla crescita particolarmente lenta. Se occorre effettuare una potatura drastica, è conveniente “mettere in coltivazione” il bonsai in un contenitore più grande, altrimenti i nuovi germogli cresceranno pochissimo e non diventeranno mai dei veri rami. Il periodo migliore per effettuare la potatura è l’inverno: in questa stagione, soprattutto se il bonsai viene rinvasato, è opportuno effettuare un’adeguata potatura che compensi l’accorciamento delle radici.
L'operazione si effettua con la tronchese concava, mentre, la scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai; in ogni caso vanno eliminati quei rami che sviluppano in senso verticale, e quelli che si incrociano. Dopo aver effettuato la potatura, ricordarsi di  medicare i tagli con il mastice o la pasta cicatrizzante.

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PINZATURA
Per ottenere una crescita più equilibrata, durante la stagione vegetativa (2 volte l’anno) si “pinzano” i nuovi germogli; l’operazione si effettua sui nuovi rametti con 6-7 internodi, accorciandoli al primo internodo con la forbice lunga. Questa tecnica, oltre ad infoltire la chioma, permette di ottenere rami più sottili e foglie più piccole.
Va ricordato che, la Sughera costantemente pinzata sarà più bella ma non produrrà le ghiande: se vogliamo permettere al bonsai di fruttificare, dobbiamo evitare questa tecnica e accorciare i rami solo dopo aver verificato la presenza di gemme fiorifere.

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DEFOGLIAZIONE
In giugno si può effettuare la defogliazione, tecnica utile per ridurre la grandezza delle foglie. L’operazione si effettua eliminando i 2/3 di ogni foglia. Dopo pochi giorni, quando il bonsai ha iniziato a produrre le nuove foglioline, si possono eliminare le parti rimanenti delle vecchie foglie. Per questa tecnica si può utilizzare la forbice lunga, oppure l'apposito defogliatore.
La defogliazione è una tecnica che necessita di molta energia, quindi, ricordarsi di effettuarla esclusivamente su piante in perfetto stato di salute, poiché un bonsai sofferente potrebbe non riuscire a riprendere la vegetazione.

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RINVASO
Nelle regioni a clima temperato, il periodo migliore per il rinvaso, è quello di riposo vegetativo (da novembre a marzo); nelle regioni del nord-Italia, a causa delle temperature più fredde, conviene rinvasare la Sughera in marzo-aprile. L’apparato radicale deve essere ridotto di 1/3,  conservando integro il pane di terra per i 2/3. Le  radici più piccole vanno accorciate circa del 50%, mentre quelle più grosse possono essere eliminate completamente. Il substrato deve avere un buon drenaggio, ma non deve asciugare troppo velocemente, perciò, non è opportuno usare Akadama assoluta, bensì, un terriccio contenente sostanza organica (tipo Terriccio Pronto).
Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l’inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo le Sughere appena rinvasate.
La forma del vaso da utilizzare, varia a seconda dello stile, in ogni caso, si preferisce un vaso profondo e di colore scuro.

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CONCIMAZIONE
Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (da marzo a giugno e da metà agosto a metà ottobre). Fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione, tipo Biogold, Hanagokoro, ecc.

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APPLICAZIONE FILO
Il filo di alluminio (utile per orientare i rami nella direzione voluta) si può avvolgere tutto l’anno, evitando il periodo di massima vegetazione (aprile-maggio). Lo spessore del filo deve essere adeguato alla grandezza e alla flessibilità del ramo  perciò, conviene disporre di misure diverse.
Ricordarsi di avvolgere il filo con una angolazione di 45° (se le spire sono troppo ravvicinate, il filo non tiene) partire avvolgendo i rami più grossi e arrivando ai più sottili. Se il filo applicato non riesce a tenere il ramo in posizione si può applicare un’altro filo, l’importante è non farli incrociare.

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DIFESA DAI PARASSITI
Le patologie più comuni alle quali può andare incontro la Sughera sono: l’ Oidio (mal bianco) il marciume radicale e i classici attacchi dovuti agli insetti provenienti dalle piante vicine (Acari, afidi e Cocciniglie).
Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi, effettuati a cadenza quindicinale, con anticrittogamico e Insetticida. Infine, un paio di trattamenti l’anno effettuati con il TRV, proteggono il bonsai dall’ insidioso marciume radicale.