BONSAI SAGEREZIA

Anche se in Italia viene proposto da alcuni commercianti come Ciliegio Cinese, in realtà in Cina questo bonsai viene chiamato Susino del pavone. Questo appellativo nasce dal fatto che la Sagerezia, dopo la fioritura, produce delle graziose bacche blù, simili a delle piccolissime susine, molto appetibili per i pavoni.
Originaria della Birmania, dell’India e della Cina, nel suo habitat naturale, la Sagerezia ha un portamento arbustivo, mentre, coltivata nella tecnica bonsai può essere modellata ad alberello, a cascata e praticamente in tutti gli stili, essendo una pianta molto versatile che reagisce bene alle potature, vegetando rigogliosa anche in piccoli vasi.
Il fascino di questa essenza è grande, grazie al tronco sinuoso, con la corteccia che si sfalda a placche mostrando un legno rosso acceso. Le foglie sono piccole, di un bel verde scuro, che in primavera diventa chiaro, sfumando al rosso. Se tenuta all’esterno, produce dei piccoli, ma graziosi, fiorellini bianchi, ai quali seguono le già descritte bacche blù.
In definitiva il bonsai di Sagerezia è sicuramente uno dei più belli, ancora poco conosciuto ma con un futuro radioso per quanto riguarda la diffusione tra i bonsaisti più raffinati.

ESPOSIZIONE
In primavera, quando le giornate non sono più rigide, il bonsai va collocato all’esterno, in pieno sole; questo permette di ottenere foglie piccole, con internodi corti e rami robusti.
In estate, anche se questo bonsai proviene dai paesi tropicali e sopporta molto bene il caldo, conviene tenerlo in posizione ombreggiata, per evitare che il sole cocente scaldi troppo il vaso, o una dimenticanza nell’irrigazione provochi il disseccamento delle foglie.
In autunno, ci si può regolare come in primavera, rimettendo il bonsai al sole. Una esposizione ben illuminata, permette al bonsai di vegetare ancora e di arrivare all’inverno in condizioni ottimali.
In inverno, nelle regioni del centro-sud, si può tenere all’aperto, in pieno sole e riparato dalla tramontana; nelle regioni del nord, invece, questo bonsai va riparato in casa, in posizione ben illuminata da una finestra.

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ANNAFFIATURA
La Sagerezia è una discreta consumatrice d’acqua. Naturalmente, il consumo varierà molto a seconda dell’esposizione: quando è collocata all’esterno, specialmente d’estate, va controllata tutti i giorni e, se necessario va irrigato bene il terriccio, bagnandolo almeno due volte a distanza di qualche minuto, in modo da essere certi che l’acqua venga assorbita da tutto il substrato; l'operazione va effettuata con un annaffiatoio provvisto di soffione a fori sottili. In autunno e inverno, soprattutto se il bonsai sta in casa, le irrigazioni saranno meno frequenti. In ogni caso, per decidere l’annaffiatura non bisogna guardare il calendario, bensì, il terreno contenuto nel vaso: quando inizia a perdere il colore scuro del terriccio bagnato, vuol dire che è il momento di annaffiare.
D’estate, per allungare gli intervalli di tra una irrigazione e l’altra, si può collocare il bonsai sopra un sottovaso riempito di ghiaia mantenuta umida. Questa sistemazione permette al bonsai di avere un microclima "tropicale" in cui l’alta temperatura è caratterizzata da un forte tasso di umidità.

POTATURA
La potatura dei rametti si può effettuare tutto l’anno, utilizzando la forbice lunga, seguendo le regole generali (eliminare i rami che si sviluppano in senso verticale, che si incrociano, che vanno verso il tronco, che crescono sotto altri rami, che sono paralleli, ecc. Invece, quando si debbono accorciare, o eliminare, delle branche grandi (oltre 1/2 cm. di diametro) bisogna operare in primavera, con la tronchese concava, avendo l’accortezza di medicare i tagli con il mastice, o la pasta cicatrizzante.

 

PINZATURA

Per mantenere la chioma fitta ed uniforme, bisogna tagliare i nuovi getti che spuntano in maniera esuberante durante tutto il periodo vegetativo; l’operazione va eseguita con la forbice lunga, oppure con il defogliatore, da aprile a ottobre, accorciando i rametti dopo il secondo internodo, quando hanno prodotto almeno 6 o 7 coppie di foglie. Per non indebolire la pianta, far passare almeno un mese tra una cimatura e l’altra.

RINVASO
Gli esemplari giovani possono essere rinvasati anche tutti gli anni, mentre, quelli più vecchi ogni 3 anni; in ogni caso, prima di procedere al trapianto, bisogna togliere il bonsai dal vaso e controllare se ce n’è veramente bisogno. Come per la potatura, il periodo migliore per il rinvaso è quello primaverile (aprile-maggio) e si effettua riducendo l’apparato radicale di 1/3 lasciando integro il pane di terra per i restanti 2/3. L'operazione si effettua con il rastrellino/paletta, utile anche a compattare il terreno alla fine del rinvaso.
Il terriccio deve avere un buon drenaggio, ma non deve asciugare troppo in fretta (tipo Terriccio Pronto); su questa essenza non è consigliabile utilizzare la terra Akadama da sola poiché, d’estate, espone il bonsai al pericolo di un "colpo di secco".
Ricordarsi di rinvasare solo esemplari in perfetta salute e, nei giorni successivi all’operazione, è buona norma tenerli all’ombra e spruzzare la chioma con acqua e vitamina B.

CONCIMAZIONE
Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (da marzo a ottobre). Si possono usare fertilizzanti a lenta cessione (tipo Biogold o Hanagokoro) ogni 50-60 giorni, oppure liquidi (es. Bonsai Liquido o Pokon Bonsai) ogni 10-15 giorni. Nel periodo invernale, se il bonsai viene tenuto in casa, si può continuare la concimazione, avendo l’accortezza di somministrare metà dose di fertilizzante.

APPLICAZIONE FILO
Il legno di Sagerezia è particolarmente duro, perciò, il filo di alluminio ramato può non essere sufficiente per piegare i rami più grossi; per questi è conveniente utilizzare un buon martinetto. Per i rami piccoli e medi si può usare il filo di rame, avvolgendoli preventivamente con la rafia, in modo che non rimangano segnati. Per ottenere buoni risultati, l’applicazione va fatta nel periodo vegetativo.

DIFESA DAI PARASSITI
Questo bonsai è praticamente immune da malattie fungine, mentre può essere attaccato dagli afidi in primavera e dal ragno rosso in estate. Se tenuto in casa, dove l’ambiente è più secco, il ragno rosso può diventare un problema anche nella stagione invernale. In ogni caso, dette patologie possono essere evitate facilmente con trattamenti preventivi a cadenza quindicinale, con un prodotto acaricida.