IL TERRICCIO PER BONSAI

Un albero che vive in natura, con le radici che si sviluppano nel sottosuolo per decine di metri, riesce a trovare il nutrimento necessario anche in terreni aridi e in condizioni estreme; di contro, un albero che vive in un piccolo vaso necessita di un substrato eccellente, ricco di elementi nutritivi e con un ottimo drenaggio.


Un terreno sbagliato, oltre a provocare uno sviluppo stentato, con foglie giallastre e gemme che non ce la fanno ad aprirsi, espone maggiormente il bonsai agli attacchi dei parassiti, sia vegetali sia animali; perciò, se vogliamo dei bonsai belli e in salute, è essenziale coltivarli in un substrato di alta qualità.

 

 

IL TERRENO IDEALE

In teoria, ogni specie vegetale necessita del suo terreno ideale, con specifiche caratteristiche riguardo la componente nutritiva e la tessitura.
Ora, volendo evitare uno studio maniacale su centinaia di terricci, per le centinaia di specie vegetali utilizzate nella tecnica bonsai, dividiamo le nostre piante in tre gruppi: 1) latifoglie (i bonsai a foglia larga) 2) conifere (Pini, Ginepri, etc.) 3) acidofile (Azalee, Camelie, etc.) cercando di trovare per ogni gruppo, il terriccio o, meglio ancora, la miscela di terricci più corretta.

 

LA VIA PIU' FACILE

è quella di utilizzare le terre giapponesi: Akadama per le latifoglie, Kiryu per le conifere e Kanuma per le acidofile.

Queste terre assolvono bene il loro compito, garantendo un ambiente salubre per le radici ed un veloce spurgo dell'acqua in eccesso; però, la mancanza di sostanza organica ed il "drenaggio estremo", possono provocare dei problemi riguardo la nutrizione e l’irrigazione del bonsai. Infatti, questi substrati dispongono di una gamma di nutrienti molto limitata, con la totale assenza di flora batterica, perciò abbisognano di una concimazione calibrata per evitare stress alle radici; inoltre, alcuni bonsai particolarmente sensibili alla mancanza di acqua, come gli Aceri, possono entrare in sofferenza, o addirittura morire, se d’estate si dimentica di 

annaffiarli per un paio di giorni.

 

LA VIA PIU' SICURA

per ottenere dei risultati certi e duraturi, è quella di utilizzare una miscela di terricci, che contenga tutti gli elementi nutritivi necessari, che abbia un ottimo drenaggio ma, nello stesso tempo, non asciughi troppo in fretta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Una miscela di qualità, per partire con il piede giusto, è formata da:
20% di Akadama Fine
50% di Terriccio Basic
20% di Pomice 
10% di Humus

 

Questa composizione, che è la stessa del nostro Terriccio Pronto, grazie alla forte componente di sostanza organica, è particolarmente adatta ai bonsai di latifoglia, a foglia caduca e sempreverdi (Acero, Faggio, Quercia, Olmo, Ficus, Sughera, ecc.). In seguito, con delle modifiche mirate, si può trasformare il composto in un terriccio specifico per ogni specie.

 

Le modifiche da effettuare sono le seguenti:
Per le Conifere (Ginepro, Pino, ecc.) sostituire l'Akadama con il Kiryu
Per le Acidofile (Azalea, Camelia, ecc.) sostituire l'Akadama con la Kanuma.

 

Naturalmente, questo vuole essere solo una indicazione per iniziare; dopo aver fatto esperienza e osservato gli effetti ottenuti, si potrà "personalizzare" la ricetta in relazione ad ogni bonsai, variando le percentuali degli ingredienti, per creare una miscela ancor più "su misura", magari attingendo ad altri elementi utili, come Sabbia, Torba e Lapillo.