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Il Bagolaro (Celtis Australis) è una specie autoctona delle regioni mediterranee e subtropicali d’Europa, Asia e Africa. E' conosciuto anche con l'appellativo di "Spaccasassi" per la sua resistenza nelle condizioni più avverse, in terreni aridi e sassosi. In natura può raggiungere i 20–25 mt d’altezza.
Le foglie sono di forma ovata, con apice acuminato e margine finemente seghettato, di colore verde brillante in primavera ed estate, diventano gialle in autunno prima della caduta.
I fiori, riuniti in piccoli gruppi, sbocciano tra aprile e maggio in concomitanza con le prime foglie, mentre i frutti sono sono commestibili, di forma tondeggiante grandi 5–7 mm, che da verdi virano al giallo-arancio in autunno e rappresentano un’ulteriore attrattiva ornamentale.
Già dai primi anni di coltivazione a bonsai, grazie al suo tronco irregolare, assume un aspetto vissuto da albero secolare, conservando anche in un piccolo vaso le sue caratteristiche di resilienza alle avversità, rivelandosi un bonsai facile da coltivare, con poche pretese ma in grado di dare grandi soddisfazioni.
Esposizione In primavera, periodo in cui spuntano le nuove foglie, è conveniente tenere il Bagolaro in pieno sole: un’adeguata illuminazione permette al bonsai di vegetare con vigore, producendo rami robusti, foglie piccole, vegetazione compatta ed uniforme. In estate, invece, come la maggiornza dei bonsai, va collocato all’ombra. Anche se questa essenza è molto resistente al caldo, va ricordato che lo stesso non si può dire delle radici, quindi, se non si dispone di ambiente ombreggiato occorre almeno coprire i vasi per non far surriscaldare l’apparato radicale. In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute il periodo vegetativo, che nelle regioni del centro-sud si protrae fino a novembre. In inverno, questo bonsai, può essere tenuto tranquillamente all’esterno, magari proteggendo il vaso dalle gelate, poiché come già indicato, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura.
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Annaffiatura L’annaffiatura del Bagolaro non necessita di particolari accortezze: il terriccio va irrigato abbondantemente a pioggia, con un annaffiatoio provvisto di soffione a fori sottili, solamente quando si presenta asciutto, ripetendo l’operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto per fare in modo che il substrato assorba completamente l’acqua versata. In estate, è utile sistemare il bonsai in un sottovaso riempito di ghiaia mantenuta umida, in modo da creare un microclima favorevole al bonsai.
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Potatura d'impostazione Come per la maggior parte dei bonsai, il periodo migliore per effettuare la potatura è l’inverno: stagione nella quale il Bagolaro si trova in riposo vegetativo e senza foglie. Questa operazione, da effettuare come prima impostazione partendo da un prebonsai, si effettua con la tronchese concava e la scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai; in ogni caso vanno eliminati i rami che sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano, o che crescono verso l’interno e quelli che nascono sotto la base di un’altro ramo; inoltre,in presenza di rami contrapposti o paralleli, uno dei due va tagliato. Dopo aver effettuato la potatura, ricordarsi di medicare i tagli con la pasta cicatrizzante.
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Pinzatura Il Bagolaro un albero particolarmente vigoroso e la produzione di nuovi germogli è sempre abbondante perciò, a fine primavera, bisogna ricorrere alla tecnica della pinzatura, allo scopo di mantenere la silhouette del bonsai che, se non cimato, diverrebbe un cespuglio informe in poco tempo. Naturalmente, per non indebolire la pianta, occorre aspettare che dalla chioma fuoriescano molti germogli, con almeno 8-10 foglie, quindi, usando la forbice lunga, si effettua il taglio del rametto da accorciare, dopo la prima o la seconda foglia, partendo dalla base.
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Defogliazione Per ridurre la grandezza delle foglie si può ricorrere alla tecnica della defogliazione, a fine maggio inizio giugno. L’operazione si effettua con l’apposito defogliatore, eliminando tutte le foglie del bonsai. Dopo pochi giorni, la pianta produce nuove foglioline, più piccole delle precedenti, che rendono il bonsai proporzionato e armonioso.
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Rinvaso Ogni 2-3 anni, quando il terreno è asciutto, estrarre il bonsai dal vaso per verificare lo stato delle radici; se l'apparato radicale ha saturato tutto lo spazio disponibile, si deve procedere al rinvaso.
Come per la potatura, il periodo migliore per questa operazione va da dicembre a marzo. L’apparato radicale deve essere ridotto di 1/3 utilizzando un rastrellino, e tagliando le radici in eccesso con le forbici per radici. Il substrato deve avere un buon drenaggio, perciò, si può utilizzare la terra Akadama, oppure, un terriccio contenente sostanza organica (tipo Terriccio Pronto) che richiederà minori annaffiature d’estate. Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l’inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo il bagolaro appena rinvasato. . Concimazione Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (metà marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre). Fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione ( Biogold, Hanagokoro, ecc.)
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Applicazione filo Come già detto, si tratta di una essenza dalla crescita vigorosa, perciò, quando si applica il filo in alluminio per orientare i rami, bisogna ricordare di non stringerlo troppo, altrimenti la corteccia potrebbe rimanere segnata già dopo pochi giorni. Il filo si può applicare tutto l’anno, eccetto il periodo primaverile in cui la pianta cresce più velocemente, allo scopo di evitare il problema appena descritto. Quando si decide di applicare il filo, è consigliabile non annaffiare il bonsai il giorno precedente, in modo da avere rami più flessibili.
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Difesa dai parassiti Il Bagolaro non è particolarmente soggetto ai parassiti; sporadicamente può essere attaccato da bruchi che mangiano le foglie, oppure andare incontro al marciume radicale se si mantiene il terreno costantemente umido. Nel caso di presenza delle patologie indicate, una difesa efficace è rappresentata da trattamenti con un insetticida-acaricida e con un prodotto anti-marciume.
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