BONSAI COTONEASTER

DESCRIZIONE
Il bonsai di Cotoneaster merita sicuramente un posto di prestigio nella collezione di ogni bonsaista. Le specie disponibili sono tantissime, e qualunque si scelga non si sbaglia mai; alcune hanno un portamento eretto ed altre prostrato, possono essere sempreverdi o caducifoglie, ma tutte hanno quelle caratteristiche più importanti per diventare dei bonsai di pregio: foglie piccolissime, fiori altrettanto miniaturizzati e, "dulcis in fundo", dopo la fioritura producono una miriade di bacche rosse, o arancio, che li rendono veramente affascinanti per molti mesi, quasi fino alla successiva fioritura.
Se, inoltre, ci mettiamo che è una essenza estremamente rustica, capace di resistere alle intemperanze, o alle "amnesie" del bonsaista inesperto, viene da sé che ci troviamo davanti ad un bonsai imprescindibile.
Gli stili più diffusi per questa essenza sono: la Scopa Rovesciata, la Cascata, l’Eretto Formale (o Informale) Su Roccia, ecc.

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ESPOSIZIONE
In primavera
, è conveniente che sia collocato in pieno sole; questa esposizione, oltre a far sviluppare in salute il bonsai, incrementerà la produzione dei "bottoni florali" per una fioritura abbondantissima.
In estate, questa essenza ama rimanere al sole, però, si dovrà avere l’accortezza di riparare il vaso dai raggi solari, onde evitare il surriscaldamento delle radici. Altrimenti, si può collocare il bonsai in una posizione nella quale rimanga esposto al sole di mattina e ombreggiato nel corso del pomeriggio.
In autunno, ci si può regolare come in primavera, mantenendo il bonsai in pieno sole. Una esposizione ben illuminata, permette al bonsai di vegetare ancora e di arrivare all’inverno in condizioni ottimali.
In inverno, lo si può tenere tranquillamente all’esterno, senza nessun timore per il freddo, al quale questo bonsai è ben preparato. Soltanto sei si abita in montagna, con temperature che scendono oltre i -10 c° sarà opportuno riparare il vaso con del polistirolo.

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ANNAFFIATURA
Le irrigazioni vanno eseguite regolarmente con un annaffiatoio provvisto di soffione a fori sottili, ma solo quando il terreno si presenta completamente asciutto; bisogna annaffiare bene, bagnandolo 2 volte a distanza di qualche minuto, in modo da essere certi che l’acqua venga assorbita da tutto il substrato.
Particolarmente d’inverno, occorre annaffiare solamente quando serve, altrimenti, un ristagno d’acqua potrebbe provocare la comparsa del marciume radicale.

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POTATURA
La potatura di formazione si effettua in inverno, da dicembre a marzo, eliminando tutto quello che non serve alla realizzazione dello stile che abbiamo in testa. Questa essenza, dopo la potatura acquista molto vigore, con decine di rametti che spuntano dappertutto; rametti che andranno selezionati, per far rimanere solamente quelli necessari.
Le regole sulla potatura possono variare a seconda dello stile: con una Scopa Rovesciata, infatti, occorre potare la chioma come se fosse una siepe, senza considerare da dove spuntano e dove si dirigono i rami; per gli altri stili, invece, valgono le regole generali, che prescrivono di eliminare uno dei rami che spuntano in coppia, quelli che crescono in verticale, quelli che si incrociano, quelli che tornano verso il tronco ecc.
In ogni caso, tutte le volte che si taglia un ramo con un diametro maggiore di 3-4 mm. si utilizza la tronchese concava e la ferita deve essere medicata con il mastice, oppure con la pasta cicatrizzante.

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PINZATURA
A fine maggio, quando la pianta ha prodotto una considerevole quantità di nuovi getti e nuove foglie, si procede alla pinzatura. Questa operazione, utile per mantenere la chioma fitta ed uniforme, si effettua con la forbice lunga e consiste nell’accorciare i nuovi rametti al livello del primo o secondo internodo, quando i rametti stessi avranno prodotto almeno 5 internodi.

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RINVASO
Il Cotoneaster è una essenza molto vigorosa, perciò, gli esemplari giovani possono aver bisogno di essere rinvasati ogni anno; invece, per gli esemplari adulti, la periodicità standard è di 2 anni. In ogni caso, prima di procedere al trapianto, occorre togliere il bonsai dal vaso e controllare se ce n’è veramente bisogno.
Il periodo migliore per il rinvaso coincide con il riposo vegetativo invernale (da dicembre a marzo). L’operazione si effettua riducendo circa della metà l’apparato radicale, lasciando integro il pane di terra per la restante metà, come si fa per tutte le piante sempreverdi (invece, le specie a foglia caduca possono essere rinvasate anche a radice nuda).
Il terriccio deve avere un buon drenaggio, perciò, si può utilizzare la terra Akadama, assoluta o mescolata con altri terricci, facendo attenzione a non abbondare con materiali che trattengono l’acqua. Ricordarsi di rinvasare solo esemplari in perfetta salute; inoltre, nei giorni successivi all’operazione, è buona norma tenerli al riparo dal sole e dal vento, somministrando settimanalmente della vitamina B sulle foglie.

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CONCIMAZIONE
Le concimazioni devono essere effettuate da aprile a settembre, sospendendole solamente durante il periodo di fioritura. Per ottenere una ricca fioritura, con la conseguente abbondante produzione di bacche, conviene utilizzare concimi non troppo azotati, come il Biogold, oppure l’Aburukasu.

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APPLICAZIONE FILO
Questo bonsai ha una corteccia particolarmente delicata, quindi, prima di avvolgere i rami, è cosigliabile fasciare il filo di alluminio con la carta. Oppure si possono utilizzare i martinetti, i quali permettono un controllo maggiore riguardo i segni sulla corteccia.

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DIFESA DAI PARASSITI
Questo bonsai, normalmente, non viene colpita da malattie fungine dell’apparato fogliare, mentre può essere attaccato dalle cocciniglie o dal marciume radicale. Le cocciniglie possono essere tenute alla larga facilmente con un buon anticocciniglia. Per il marciume radicale, oltre ad annaffiare solo quando il terreno è veramente asciutto, si possono somministrare dei prodotti contenenti microflora utile (Micol, o TRV).